Foto di Leomar Lunkes da Pixabay
di Davide Baroni Scrittore

ARCHEOMITO – Con questo articolo vogliamo anticipare l’argomento trattato nel testo intitolato Rh negativo – Il sangue degli Dei di prossima uscita con “Edizioni Facciamo Finta che”, naturale prosecuzione del percorso iniziato con Homo atlanticus – Il mistero dei crani ‘allungati’.
Dopo aver analizzato il misterioso fenomeno dei crani dolicocefali, questa nuova opera affronterà un tema cruciale che, a nostro avviso, cela il più grande enigma dell’umanità, il sangue Rh negativo. Questo gruppo sanguigno, infatti, potrebbe custodire la chiave per riscrivere la storia dell’evoluzione umana. Con uno sguardo ampio e senza pregiudizi, il testo esplorerà ipotesi, connessioni e conseguenze che potrebbero cambiare radicalmente la comprensione delle origini della nostra specie.
Affrontando questo tema ci siamo posti una serie di interrogativi fondamentali. Perché esistono esseri umani privi del fattore Rh? È una mutazione naturale o un fenomeno indotto geneticamente? Qual è la distribuzione globale degli Rh negativo e perché è concentrata in specifiche aree geografiche? Perché il sistema immunitario di una madre Rh negativo può attaccare il feto Rh positivo? Esistono due umanità distinte?
Durante l’indagine, un dato straordinario ha colpito la nostra attenzione: tra le 612 specie di scimmie catalogate dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, nessuna è Rh negativo. E non solo: nessun mammifero possiede questa caratteristica. Ciò ha fatto sorgere in noi una domanda: se questa particolarità è assente in natura, da dove proviene? Siamo di fronte a un intervento genetico esterno?
Rh negativo – Il sangue degli Dei proverà a dare risposta a queste domande esplorando l’origine genetica, le peculiarità fisiche e quelle psichiche degli individui Rh negativo. Nel testo evidenziamo che, spesso, queste persone manifestano una capacità superiore alla percezione ordinaria: empatia, intuizione e poteri come chiaroveggenza, telepatia e precognizione. Questa sensibilità extrasensoriale permette loro di percepire le energie sottili e di avere una connessione profonda con l’Universo attraverso le canalizzazioni. Le persone con sangue Rh negativo, inoltre sono dotate di un’Energia Coscienziale elevata e hanno una consapevolezza che permette loro di andare oltre le illusioni costruite dalla società, oltre la Matrix. Questa caratteristica li rende più inclini a riconoscere le trappole che il sistema ha creato per mantenere l’essere umano nella paura e nella divisione, per tenerlo schiavo.
I mass media, attraverso notizie tragiche e allarmanti, alimentano costantemente uno stato di ansia collettiva. Tv, radio, giornali e piattaforme digitali diffondono un flusso ininterrotto di negatività, progettato per tenere le persone in uno stato vibrazionale basso, dominato dalla paura. Tuttavia, molti Rh negativo, grazie alla loro sensibilità e apertura mentale, riescono a percepire questa manipolazione e a distaccarsene, cercando fonti di informazione alternative e sviluppando un pensiero critico.
Oltre alla paura, un’altra potente arma utilizzata per controllare l’umanità è la divisione. I sistemi politici, ad esempio, sono costruiti per frammentare la società in fazioni contrapposte: i partiti, come suggerisce lo stesso termine, rappresentano solo una parte, creano separazione, impedendo l’unità e il dialogo autentico. Anche le religioni, che dovrebbero unire nel nome della spiritualità, spesso diventano motivo di conflitto, alimentando divisioni tra culture e popoli. Persino lo sport, considerato espressione di benessere e condivisione, è spesso trasformato in una competizione esasperata, dove l’avversario diventa un nemico da sconfiggere.
Gli individui Rh negativo sono più consapevoli dell’esistenza di queste dinamiche. La loro natura e il desiderio di cercare la verità oltre le narrazioni ufficiali li portano a mettere in discussione il mainstream e a esplorare nuovi orizzonti di conoscenza. Questa inclinazione li rende difficili da manipolare e più vicini al proprio essere.
Questo argomento si inserisce perfettamente nel tema della schiavitù moderna, elemento che approfondiamo nel libro. Le catene della schiavitù, oggi, non sono più di ferro ma invisibili eppure altrettanto pesanti: sono i condizionamenti sociali, economici e psicologici. Il lavoro, quando è scollegato dalla nostra passione, dal nostro dono e dalla nostra missione, diventa proprio una di queste catene.
Trascorrere la vita contando i giorni aspettando con ansia il weekend o le ferie, è il segnale di una profonda insoddisfazione. È il sintomo che abbiamo imboccato una strada che nutre solo il sistema — i nostri Padroni, come li abbiamo definiti — e non la nostra vera essenza. Questo tipo di esistenza ci tiene prigionieri, costringendoci a scambiare il nostro tempo, la risorsa più preziosa, per uno stipendio che spesso serve solo a mantenere uno stile di vita imposto, non scelto.
Il sistema ha costruito un ingranaggio perfetto: ci insegna a credere che il successo si misuri in denaro, status e beni materiali. In questo modo, ci tiene legati alla paura della mancanza e ci spinge a sacrificare la nostra essenza in cambio di sicurezza. Ma questa sicurezza è illusoria, perché il prezzo è la nostra libertà. Ritrovare la libertà significa riconoscere e seguire il nostro dono, il talento unico che ciascuno di noi porta dentro di sé e che è il riflesso del nostro legame con l’Universo. Quando il lavoro diventa espressione della nostra missione, allora cessa di essere una catena e si trasforma in uno strumento di crescita e realizzazione. In questo stato, il tempo perde il suo peso, perché ogni giorno è vissuto con scopo e passione.
Già Platone, filosofo al centro della nostra ricerca, aveva anticipato il concetto di Matrix attraverso il celebre Mito della Caverna. In questa allegoria, Platone descrive uomini incatenati fin dalla nascita all’interno di una caverna, costretti a osservare ombre proiettate su una parete, credendo che esse rappresentino la realtà. Tuttavia, quelle ombre non sono che riflessi distorti del mondo esterno, simbolo dell’illusione e dell’ignoranza.
L’uscita dalla caverna simboleggia il cammino verso la conoscenza autentica: chi riesce a liberarsi e a vedere la luce del sole, metafora della verità e dell’illuminazione, comprende l’inganno in cui è vissuto. Ma, tornando nella caverna per liberare gli altri, incontra incomprensione e ostilità, perché la paura dell’ignoto tiene prigionieri coloro che si aggrappano all’illusione.
Il mito platonico si lega profondamente al concetto moderno di Matrix: entrambi mostrano come la realtà percepita sia spesso una costruzione, un inganno che cela la vera natura dell’esistenza. Solo con il coraggio di cercare oltre l’apparenza e abbracciare l’Amore come Energia Universale possiamo liberarci dalla prigione dell’illusione e riconoscere la nostra vera essenza.
La vera rivoluzione è il ritorno all’Amore come energia creatrice, rompendo le catene della paura e dell’illusione. È scegliere di servire la nostra Anima invece dei Padroni che ci hanno plasmato.
Nella seconda parte del libro ci addentreremo nel complesso e affascinante mondo della genetica, un vero e proprio filo conduttore che intreccia il nostro essere fisico con le tracce del passato ancestrale e spirituale. Qui, esploreremo i legami indissolubili tra sangue Rh negativo, DNA e genetica di popolazione, dimostrando come ogni cellula custodisca una memoria antica, un’eredità che va ben oltre il mero codice biologico.

In particolare, approfondiremo il misterioso legame tra Anima, da sempre concepita come il nucleo vitale dell’essere, e Coscienza. Questo passaggio, quasi al confine tra scienza e filosofia, suggerisce che il nostro DNA non è solo una raccolta di informazioni genetiche, ma anche il custode di un retaggio immateriale, una sorta di “codice divino” che ha influenzato l’evoluzione della nostra specie nel corso dei secoli. Attraverso studi e teorie all’avanguardia, ci interrogheremo su come questa Coscienza, intrinsecamente legata ai nostri geni, possa rappresentare la chiave per comprendere l’origine della nostra identità e il senso profondo dell’esistenza.
Passando alla terza parte, la narrazione si trasforma in un vero e proprio viaggio nel passato. Immaginate di salire su una macchina del tempo che vi condurrà attraverso le pieghe della storia, in un percorso che abbraccia civiltà e miti antichi fino ad arrivare alla nascita del Rh negativo. Partiremo con le popolazioni dei Baschi e dei Guanci, custodi di tradizioni misteriose e spesso avvolte nel mito, per giungere poi alla leggendaria civiltà di Tartesso, crocevia di culture e conoscenze perdute. Il viaggio continuerà attraverso l’Era della Civiltà Megalitica e quella dei Cro-Magnon, elemento centrale della nostra ricerca. L’indagine ci porterà infine al cuore del libro: l’origine del gruppo sanguigno Rh negativo. La sua nascita s’intreccia con la storia di Atlantide, l’isola perduta, e con le misteriose figure degli Anunnaki, antichi esseri che, secondo leggende millenarie, hanno avuto un ruolo determinante nella modellazione della nostra storia.
Attraverso questo viaggio multidimensionale, il libro mira a svelare come i fili della nostra esistenza – sia materiali che immateriali – si intreccino in un disegno complesso e affascinante, dove scienza, mito e storia si fondono per offrire una nuova prospettiva sulla nostra identità e sul mistero delle origini umane