Il tempo per comprendere, rivalutare e tornare alle nostre scelte.- Il Film; “Il curioso caso di Benjamin Button”

di Paolo Cavaleri

CINETICA – Il tempo passato non tornerà più indietro. Non si tratta solo di ovvietà, ma di una naturalità dell’esistenza umana. Molte volte ci capita di pensare a cosa sarebbe successo se avessimo fatto una scelta diversa, ma in fondo, credo che ognuno di noi, optando per l’altra possibilità avrebbero forse pensato a una terza scelta.

Il presente spesso è insoddisfacente e grigio e forse al di là di qualsiasi cosa scegliamo, noi umani siamo portati ad evadere e ad avere un’aspettativa diversa. Questo al di là che sia bene o male può portarci insegnamenti utili per il futuro, proprio così, perché il tempo è vero che passa e non torna, ma non tutti hanno finito di vivere, e chi sa o crede di essere arrivato alla fine, potrebbe sempre pensare di lasciare un retaggio migliore.

Qui una storia diversa, al contrario, per andare a incontrarsi, a dispetto del tempo proprio perché è importante con chi condividiamo una vita. Una storia in cui due tragitti possono vedersi, viversi, perdersi e ritrovarsi.

Il Curioso caso di Benjamin Button (2008).

Non ho mai dimenticato i suoi occhi blu

America, New Orleans. La notte della fine della prima guerra mondiale nasce Benjamin Button, un bambino con sembianze e problemi di un anziano. Il padre Thomas Button, inorridito dall’aspetto di suo figlio, decide di disfarsene trovando così per lui una casa per anziani. Orfano, appena nato, con un padre che non l’ha voluto e una madre morta di parto, il piccolo verrà cresciuto da una donna di colore della casa di riposo.

Benjamin ha una particolarità, è nato già vecchio, e sembra che non gli resti molto da vivere.

Daisy
In questi pochi anni viene cresciuto, frequentando tutti gli anziani che a poco a poco muoiono, e respirando la vita attraverso gli ultimi anni di questi ospiti, impara a suonare il piano, a leggere, e il piacere delle piccole cose. Un giorno però, conosce la nipote di una residente, la piccola Daisy rimanendo impressionato dalla sua presenza. I giorni e i mesi passano e Benjamin, conoscerà il Signor Button senza sapere chi sia.

Un ragazzo di sette anni dentro al corpo di un vecchio, presto avrà esperienze in una realtà mai conosciuta, e osserva come il suo corpo cambia, tant’è che un giorno decide di partire, promettendo però a Daisy di scriverle ogni volta che visita un posto diverso.

In viaggio per ritornare
Leggermente ringiovanito, Benjamin farà questa esperienza dei viaggi lavorando su un rimorchiatore, stringendo amicizia con i marinari, ma nonostante sia in altre parti del mondo scriverà sempre a Daisy, anche di una donna con cui avrà una storia: la moglie di un politico influente conosciuta all’hotel in cui dormiva la notte. Ella le parla come nessuno mai, delle sue illusioni di gioventù e dei luoghi che aveva visitato.

Rivelatasi una storia passeggera, l’intero equipaggio del rimorchiatore sarà assoldato per la seconda grande guerra e Benjamin sarà uno dei pochi sopravvissuti.

Torna a casa, con le sembianze di un uomo maturo e l’esperienza appresa con gli occhi di un bambino, per scoprire che il suo vero padre ha una proposta da fargli e la Daisy che vide piccola è ora una danzatrice che come lui, per altri sensi, ha girato il mondo. Potranno incrociarsi con lo stesso sguardo?

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Il Curioso caso di Benjamin Button” è una pellicola del 2008 per la regia di David Fincher con un folto cast: Brad Pitt, Cate Blanchett, Julie Ormond, Taraji P. Henson, Jared Harris, Tilda Swinton, Jason Fleming, Mahersala Ali e altri.

Incentrato su un gioco temporale del protagonista con il personaggio di Daisy, è interessante vedere come quest’uomo viva la vita al contrario. Benjamin non è esente dai dolori della sua vecchia infanzia, anzi, probabilmente essendo a contatto con molte persone al tramonto della loro esistenza, impara ben presto a conoscere la morte e a capire che la curiosità è una qualità che mantiene vivi.

È Il tempo la questione importante per Benjamin, e forse un messaggio reale, fra i tanti, è quello rivelato dalla prima donna che gli concede quelle ore notturne dove ella, anche se appare ordinaria, desideri ardentemente imprese giovanili. Questa la riflessione del personaggio:

“… cambierei tante di quelle cose, disfarei tutti i miei sbagli. Io aspettavo sai credendo che avrei fatto qualcosa per cambiare la mia condizione. È un terribile spreco, non si recupera mai il tempo sprecato”.


Buona visione
A voi una pillola direttamente dalla pellicola dove si allude alla inesorabilità di alcuni fattori del tempo

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